La Birmania (Myanmar) è stata scossa da un devastante terremoto il 28 marzo 2025, con epicentro situato vicino alla città di Sagaing, nella zona centrale del paese. La magnitudo del sisma, pari a 7,7, ha causato ingenti danni in diverse aree, in particolare nelle città di Mandalay e Sagaing, già segnate da anni di conflitti interni.
Il bilancio delle vittime è drammatico: oltre 1.700 morti e circa 3.400 feriti, senza contare le centinaia di dispersi. Le scosse hanno abbattuto edifici, distrutto ponti e danneggiato severamente le infrastrutture, causando disagi enormi alla popolazione locale. Anche in Tailandia, a Bangkok, il terremoto ha causato il crollo di un edificio in costruzione, con un bilancio di 17 morti e 32 feriti.
La situazione è ulteriormente complicata dalla guerra civile che il paese sta vivendo, con la giunta militare al potere dal 2021. Le operazioni di soccorso sono ostacolate dal conflitto, rendendo difficili gli interventi nelle zone più colpite. La popolazione vive un dramma senza fine, tra la devastazione del sisma e il continuo conflitto armato.
Le difficoltà logistiche non fermano però la solidarietà internazionale. Organizzazioni come l’UNHCR, la Croce Rossa e l’UNICEF sono in prima linea per fornire aiuti alle vittime, tra cui rifugi temporanei, beni di prima necessità e cure mediche. Anche l’Italia ha dato il suo contributo, con una raccolta fondi straordinaria per sostenere gli interventi d’emergenza.
Il 31 marzo, una replica di magnitudo 5,1 ha scosso nuovamente le vicinanze di Mandalay, ma fortunatamente non sono stati registrati nuovi danni gravi. Tuttavia, la situazione rimane instabile, e il supporto internazionale è fondamentale per affrontare l’emergenza.
L’intero Myanmar è in ginocchio, ma la speranza è che l’aiuto internazionale e la resilienza della popolazione possano portare a una lenta ma sperata ripresa.