Salute e Benessere

Nomofobia, la dipendenza da smartphone che ci tiene in ostaggio

La nomofobia, o “No Mobile Phobia”, è la paura di non avere accesso immediato al proprio smartphone, un fenomeno strettamente legato alla FOMO (“Fear of Missing Out”), ossia il timore di essere esclusi da eventi, messaggi o contenuti rilevanti.

Uno studio recente, condotto da Censuswide per Amazon Kindle su un campione rappresentativo di 2.000 italiani adulti, ha rivelato che esiste una forte dipendenza dai dispositivi mobili: il 91% degli intervistati ha ammesso di controllare il telefono almeno una volta all’ora, in alcuni casi fino a 80 volte al giorno, segno di una necessità costante di rimanere connessi.

Questa abitudine può avere conseguenze significative sulla vita quotidiana. Il neuroscienziato Mark Williams ha spiegato che ogni interruzione dovuta a una notifica richiede tra i 60 e i 90 secondi per recuperare la concentrazione sul compito originario, con un impatto negativo sull’efficienza. La continua ricezione di notifiche attiva il rilascio di dopamina, lo stesso neurotrasmettitore coinvolto nei meccanismi di dipendenza da fumo o alcol. Questo meccanismo porta le persone a controllare compulsivamente il proprio telefono, mantenendo il cervello in uno stato di costante allerta, che riduce la capacità di rilassarsi e concentrarsi su attività più importanti.

I dati raccolti dallo studio confermano la gravità del problema: il 59% degli intervistati ha dichiarato di sentirsi frequentemente distratto dall’uso dello smartphone, mentre il 28% continua a ricevere notifiche fino a tarda sera. Questo comportamento incide negativamente sulla qualità del sonno: il 74% ha confessato di addormentarsi più tardi del previsto a causa dell’uso del telefono. Per contrastare questa dipendenza, Williams consiglia di trascorrere almeno un’ora senza notifiche prima di andare a dormire, permettendo al cervello di rilassarsi.

Il rapporto tra smartphone e vita quotidiana è ormai sbilanciato. Valentina Pano, divulgatrice digitale, ha evidenziato un dato sorprendente: in media, trascorriamo 349 minuti al giorno davanti allo schermo e, scorrendo le notifiche, percorriamo con i pollici circa 126 km all’anno. L’eccessivo uso dello smartphone porta così a una vera e propria schiavitù digitale, che può compromettere le relazioni sociali e il benessere mentale. Per questo, è fondamentale riscoprire un rapporto più equilibrato con la tecnologia, riconnettendosi con la realtà e riducendo il tempo trascorso davanti allo schermo.

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